Negli ultimi anni l’immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento di numerosi pazienti. Una recente e importante innovazione riguarda la formulazione sottocutanea del farmaco nivolumab, un anticorpo monoclonale anti-PD-1 utilizzato nel trattamento di diversi tumori solidi.
Sintesi
Con la Determina AIFA n. 207/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 marzo 2026, è stata infatti approvata e resa rimborsabile in Italia la formulazione sottocutanea di nivolumab 600 mg. L’approvazione si basa su due studi clinici: lo studio di fase I/II CheckMate 8KX, condotto in pazienti con tumori solidi avanzati, in cui veniva valutata farmacocinetica e sicurezza della formulazione sottocutanea, e lo studio registrativo di fase III CheckMate 67T nel carcinoma renale avanzato, che ne ha confermato la non inferiorità rispetto alla somministrazione endovenosa. Sulla base di queste evidenze, la formulazione sottocutanea può essere utilizzata negli stessi contesti e con le medesime indicazioni del nivolumab endovenoso, tra cui melanoma avanzato o adiuvante, carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico dopo chemioterapia, carcinoma renale avanzato in monoterapia o in associazione con ipilimumab o cabozantinib, carcinoma squamoso testa-collo recidivante o metastatico dopo terapia a base di platino e alcuni tumori gastrointestinali, come carcinoma del colon-retto con instabilità dei microsatelliti, carcinoma squamoso dell’esofago e adenocarcinomi gastrici o della giunzione gastroesofagea.
Qual è quindi la rilevanza di questa innovazione?
La formulazione sottocutanea presenta diversi vantaggi. Il principale è la riduzione del tempo di somministrazione, che passa da circa 30 minuti dell’infusione endovenosa a meno di 5 minuti. Questo consente una migliore ottimizzazione delle risorse dei day hospital oncologici, con minore occupazione delle poltrone infusionali e riduzione del tempo trascorso in ospedale dai pazienti. Inoltre, la somministrazione sottocutanea elimina la necessità di accessi venosi, riducendo il rischio di complicanze come flebiti o infezioni e semplificando la gestione dei pazienti con accessi venosi difficili. Può inoltre migliorare il comfort dei pazienti e rendere più flessibile l’organizzazione delle attività assistenziali.
Gli svantaggi appaiono limitati: è stata osservata una maggiore incidenza di reazioni locali nel sito di iniezione, generalmente lievi o moderate, oltre a una maggiore incidenza di anticorpi antifarmaco, senza impatto clinicamente significativo su farmacocinetica, efficacia o sicurezza. In conclusione, la formulazione sottocutanea di nivolumab mantiene efficacia e sicurezza sovrapponibili alla via endovenosa, offrendo una somministrazione più rapida e una gestione potenzialmente più efficiente per pazienti e servizi oncologici.
Bibliografia
- Lonardi S, et al. Pharmacokinetics and safety of subcutaneous nivolumab: results from the phase I/II CheckMate 8KX study. J Immunother Cancer. 2025;13: e011918.
- Zhao Y, et al. Model-Informed Drug Development of Subcutaneous Nivolumab: Comparison of Pharmacokinetic Analysis Methodologies Using Clinical Trial Simulation. CPT Pharmacometrics Syst Pharmacol. 2025;14(12):2107-2117.
- Avviso di pubblicazione di provvedimenti di classificazione e rimborsabilità, ed atti correlati, di specialità medicinali sul portale «TrovaNormeFarmaco». (26A01151) (GU Serie Generale n.54 del 06-03-2026)